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SCIENZA E TECNICA    

 

 

SCIENZA E TECNICA NEL NOVECENTO

Di Ruggero Tommasini


CARATTERI DELLA SCIENZA DEL 1800

La visione più comune della scienza e del suo progresso, quale abbiamo ereditata dal positivismo G ottocentesco, si articola approssimativamente nei seguenti punti:

  1. C'é una distinzione molto netta fra teorie scientifiche ed altri tipi di credenze: le prime hanno carattere esclusivamente oggettivo-razionale, le seconde (quali politica, arte, religione, morale), si basano in prevalenza su elementi soggettivo-emotivi.
  2. Oggettività: la scienza é un tentativo di scoprire, a partire dall'osservazione, tutto ciò che é possibile sul mondo. Le leggi fisiche hanno validità indipendentemente da ciò che ne pensano gli uomini, i quali, nel conoscerle, le traducono in enunciazioni linguistico-matematiche, di cui una sola é la migliore, quindi, a pieno titolo, vera.
  3. La scienza é cumulativa: eventuali frammenti di verità racchiusi nelle teorie precedenti vengono conservati ed assimilati dalle teorie successive, che pure le sostituiscono in quanto dotate di maggior capacitá esplicativa. Si pensi, ad esempio, al valore curativo di determinate sostanze o pratiche, che, conosciuto dapprima per via esclusivamente empirica, adesso é argomentato attraverso una sequenza rigorosa di dati osservati e formalizzati. La scienza é cumulativa anche in un altro senso: raggiunge le sue verità accumulando esperienze. Molte teorie false del passato devono la loro falsità alla ristrettezza del loro patrimonio sperimentale.
  4. Le teorie hanno struttura deduttiva, cioè prevedono nuove esperienze, eseguendo le quali é possibile controllare la verità o meno della teoria.
  5. Univocità del linguaggio: un gran numero di termini e di concetti di base (ad esempio massa, atomo, movimento...), impiegati in teorie diverse in epoche diverse, conservano il medesimo significato, rendendo tra loro pienamente commensurabili tali teorie.
  6. Deve essere possibile ricondurre tutte le scienze, sia pure salvaguardandone i postulati e le caratteristiche specifiche, ad un sapere unitario. Oppure tale unità può venire raggiunta attraverso un'operazione riduzionistica, riconducendo cioè le varie scienze ad una, più semplice e profonda, che dia ragione globalmente dei risultati di tutte le altre.

I punti elencati sono riconducibili ad una logica più generale, che suppone la precisa e riconoscibile distinzione di un oggetto, convenzionalmente detto "natura", con suoi propri caratteri e leggi, e di un soggetto, l'uomo, il ricercatore, che si assume il compito di tradurre in fedeli enunciati linguistici questi caratteri e queste leggi, rispecchiandoli per ciò che essi sono.


    RICERCATORE    

sensi+strumenti


    NATURA    



Si tratta di un edificio, solido e rassicurante, ereditato dalla grande stagione filosofico-scientifica del XVII secolo, e tanto più solido e rassicurante perché appariva come il trasferimento, sul piano del rigore concettuale, di intuizioni e suggestioni già fornite dal senso comune, che è il primo a dirci che esiste un mondo esterno a noi e da noi indipendente, e fondato su proprie rigorose costanti di comportamento.

 

   
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