La Repubblica, 24 luglio 2007

Lo chiede la rappresentante di An nominata dal centrodestra al vertice dell'Istituto storico
Polemiche e partigiani in rivolta: "Qui si rischia di tornare ai tempi del nazismo"

Resistenza, altro choc a Verona
"Il 25 aprile per i morti di Salò"

di FILIPPO TOSATTO

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29 aprile 1945: l'esultanza dei partigiani a Verona

VERONA - Prima l'incredulità, poi l'indignazione. Ciò che rimane della memoria antifascista veneta reagisce a voce alta allo schiaffo subito a Verona dove, a rappresentarla ai vertici dell'Istituto per la storia della Resistenza, l'amministrazione comunale di centrodestra ha designato il consigliere del Msi-Fiamma Tricolore Andrea Miglioranzi, già condannato per istigazione all'odio razziale, e la collega di Alleanza Nazionale Lucia Cametti.

Quest'ultima, nell'auspicare un radicale revisionismo storico, ha esordito auspicando che il 25 aprile siano commemorati "con pari dignità i combattenti partigiani e i soldati di Salò". Una scelta, a dir poco, sconcertante, non fosse altro per i trascorsi di Miglioranzi: 35 anni, a lungo leader degli skinhead scaligeri, ama esibirsi nel gruppo nazi-rock Gesta Bellica il cui repertorio comprende hit che inneggiano al "coraggio dei gerarchi del Terzo Reich". "In passato, proclamarmi fascista mi è costato il carcere - fa sapere Miglioranzi -, ma ora farò sentire la voce dei vinti, di tutti quelli che dal 1945 a oggi sono stati imbavagliati dai vincitori".

Toni imbarazzanti per lo stesso sindaco leghista Flavio Tosi, che si sforza di gettare acqua sul fuoco: "Non è stata una mia decisione, i candidati sono stati indicati dai capigruppo della maggioranza e nominati dal consiglio comunale. Aggiungo che dai verbali della seduta non emergono obiezioni di rilievo da parte dell'opposizione. Si tratta di persone preparate, certo con idee politiche diverse rispetto ai responsabili dell'Istituto, ma proprio questo potrebbe favorire un confronto positivo. Non si tratta di riscrivere la storia ma di approfondirla in una visione pluralista".

Amare e durissime le reazioni sul versante resistenziale. "Il periodo che stiamo attraversando è peggiore di quello di Hitler", esclama Vittore Bocchetta, 89 anni, un partigiano sopravvissuto ai lager nazisti "perché sono venute meno la memoria storica e la capacità di distinguere tra vittime e carnefici". Sferzanti i commenti degli storici di sinistra: "È come nominare un pedofilo conclamato nel gruppo dirigente di un asilo - dichiara Emilio Franzina che dell'istituto veronese è il presidente onorario - Con questi signori non ho intenzione di interagire perché nulla, dalla cultura al linguaggio, ce lo consente". "La definirei una provocazione blasfema, suggerisco a tutti i componenti dell'Istituto di dimettersi in segno di testimonianza civile", gli fa eco Silvio Lanaro.

Anche i diessini esprimono "sbalordimento" nelle parole di Samuele Mascarin: "Chiediamo al sindaco Tosi di revocare la nomina di un esponente della destra neofascista già condannato nel 1996 a tre mesi di carcere per istigazione all'odio razziale", afferma il dirigente della Sinistra giovanile. Di avviso diverso An: "Non capisco lo scandalo, la diversità è il sale della democrazia e il dopoguerra, con il suo carico di odio e veleni, è finito da un pezzo", taglia corto il presidente della destra veronese Massimo Giorgetti.

E l'Anpi? La presidenza veneta dell'Associazione partigiani esprime, com'era prevedibile, la sua contrarietà alle nomine ("Un'aperta contraddizione rispetto ai valori fondanti di un arco democratico che va dalla sinistra alla destra monarchica") ma evita i toni da crociata e, anzi, rilancia la sfida: "L'atto compiuto non turberà il serio lavoro di ricerca in corso, ci auguriamo piuttosto che la convivenza con l'Istituto possa indurre i due nuovi rappresentanti del Comune a rivedere il loro pensiero, ispirandolo alla Costituzione repubblicana".