L'Arena  20 luglio 2007
 

Enrico Santi
 

Se lo definiscono «fascista» non si offende, anzi si dice fiero di essere chiamato così. Tuttavia sarà lui, Andrea Miglioranzi, capogruppo della Lista Tosi in Consiglio nonché dirigente del Movimento sociale-Fiamma tricolore, a rappresentare il Comune all’interno dell’assemblea dei soci dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza. È stato eletto ieri dalla maggioranza di centrodestra con 28 voti. Con lui entrerà un’altra esponente della destra, la consigliera di An, Lucia Cametti, che ha ottenuto 20 preferenze. Per la minoranza di centrosinistra entrerà invece Graziano Perini dei Comunisti italiani.
«Questa nomina è un segnale forte», ammette Miglioranzi, «che non ha soltanto il sapore della provocazione, ma vuol essere un contributo per riesaminare un periodo tragico della nostra storia, facendo valere la voce di chi è stato dimenticato per 60 anni. Fascista», tiene a sottolineare, «è un termine di cui sono sempre stato fiero perché non faccio parte dei partiti dell’abiura, ma non sono un nostalgico: fascista per me significa avere un patrimonio etico con cui coniugare tradizione e socialità».
Lucia Cametti, senza giri di parole, definisce quello per la storia della Resistenza «un istituto anacronistico che va superato e trasformato in un centro studi in vista di una revisione storica perché non è più accettabile che il 25 aprile ci si ricordi solo dei partigiani e non dei caduti della Repubblica di Salò». A sottolineare il significato per il centrodestra delle nomine «non casuali» di Miglioranzi e Cametti è Francesco Spangaro, della Lista Tosi: «Vogliamo una lettura della storia più obiettiva e rispondente alla realtà perché finora c’è stata troppo faziosità».
Perini, che insieme a Roberto Fasoli dell’Ulivo, in avvio di seduta aveva protestato contro la decisione della giunta di ritirare l’adesione del Comune alla marcia della pace Perugia-Assisi, è durissimo: «È l’ulteriore provocazione di un’amministrazione insensibile a una storia che ha restituito la democrazia e la libertà all’Italia e a quello che rappresenta per Verona, città medaglia d’oro alla Resistenza. Invito la società civile a riflettere».Per Ivan Zerbato, dell’Ulivo, «è bizzarro che due esponenti della destra entrino nell’Istituto, ma significa che riconoscono il valore della Resistenza». Il direttore dell’Istituto, Maurizio Zangarini, così commenta: «Prendo atto della scelta del Consiglio comunale. Essendo il centrodestra maggioranza, tuttavia, forse avrebbe potuto fare una scelta meno apparentemente provocatoria».