Verona, lo skin non resiste

di Paola Bonatelli

Il Manifesto del 25/07/2007

 

«Egregio Presidente del consiglio comunale di Verona, da alcuni giorni la mia elezione nell'Assemblea dell'Istituto Veronese per la storia della Resistenza è diventata pretesto per strumentalizzazioni e attacchi contro il sindaco e la giunta veronese. (...) Per eliminare quindi strumentalizzazioni pretestuose che tendono a sviare l'attenzione dei cittadini e dell'opinione pubblica dal lavoro del sindaco Tosi e della giunta, rassegno le mie dimissioni. (...) Firmato Andrea Miglioranzi». Finisce così la disavventura di uno skinhead fiero di essere fascista ma «istituzionalizzato» - è capogruppo della lista civica del sindaco Flavio Tosi - che cinque giorni fa era stato eletto dalla maggioranza di centrodestra a rappresentare il comune all'assemblea dei soci dell'Istituto veronese per la storia della Resistenza. Il destinatario dei suoi ringraziamenti, Maurizio Zangarini, presidente dell'Istituto storico, se da una parte tira un sospiro di sollievo: «Ringrazio - dice - il consigliere Miglioranzi per la scelta di dimettersi, decisione che sicuramente aiuterà a svelenire il clima che si era creato intorno all'Istituto», dall'altra ci tiene a dimostrare una certa elasticità e ribadisce «che l'Istituto è sempre disponibile a valutare proposte di ricerca, purché formulate su basi storiografiche e non di polemica politica, da qualsiasi parte esse vengano. In realtà - confessa - prima d'ora non conoscevo Miglioranzi né le sue attività». Resta però come socia all'assemblea dell'Istituto la sua collega Lucia Cametti (An), sempre designata dalla maggioranza, che, appena eletta, aveva manifestato il desiderio di riscrivere la storia e commemorare, magari il 25 aprile, anche i ragazzi di Salò. A lei ha pensato Alberto Giorgetti, deputato e coordinatore regionale di An per il Veneto, che in una nota l'ha invitata a rientrare nello spirito di Fiuggi: «La posizione della Cametti - puntualizza Graziano Perini, capogruppo del Pdci in consiglio comunale, terzo socio eletto dalla minoranza all'assemblea dell'Istituto storico - non sta nelle logiche di An ma in quella di Massimo Mariotti (capogruppo del partito di Fini in consiglio comunale, fu assessore nella giunta Sironi e promotore dei concerti nazirock, ndr) che fa riferimento all'area sociale del partito». L'elezione dei due esponenti della destra - Miglioranzi della Fiamma, ex Veneto Front Skinhead e membro della naziband Gesta Bellica, e Cametti, nota in città per la sua maglietta «Dio, Patria, Famiglia, Onore» - aveva scatenato un putiferio, fino all'intervento di Oscar Luigi Scalfaro, presidente nazionale degli Istituti storici per la Resistenza, pronto a chiedere all'Anpi di organizzare a Verona una manifestazione nazionale antifascista. Che forse non si farà ma intanto giovedì prossimo si riunirà il direttivo dell'Istituto veronese: «Lo statuto parla chiaro - afferma la senatrice del Prc Tiziana Valpiana, che fa parte del direttivo - all'articolo 3 c'è scritto che chiunque può diventare socio dell'Istituto purché condivida i principi fondativi della Resistenza e faccia proprio l'antifascismo. Chiederemo al comune di Verona di sottoscriverlo oppure di andarsene. Anche con l'amministrazione Sironi - ricorda - avevamo un socio di An in rappresentanza del Comune. E' venuto una volta, poi non s'è più fatto vedere». Ora si attendono gli esiti della prossima mossa dei «fascisti sociali», che giovedì prossimo in consiglio proporranno di intitolare una via al camerata Nicola Pasetto, morto in un incidente stradale, arrestato nell'81 per aggressioni. Una cosa già fatta a suo tempo da Luca Bajona, compagno di merende (e di pestaggi) di Pasetto, poi collega di Mariotti nella giunta Sironi.