Il Manifesto, 21 luglio 2007

Verona
Il sindaco leghista Tosi nomina un leader neofascista, fan di Priebke, all'Istituto storico
La Resistenza? A uno skinhead

Paola Bonatelli
Verona

Uno skinhead in doppiopetto e un'esponente di Alleanza nazionale entrano, in rappresentanza del Comune, nell'assemblea dei soci dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea.
Non è una bufala, né tantomeno uno scherzo. Accade a Verona dove - da quando è stato eletto sindaco il leghista Flavio Tosi - si respira un pesante clima di intolleranza.

Andrea Miglioranzi, storico esponente del Veneto Fronte Skinhead e membro della band nazirock dei Gesta Bellica, eletto per la Fiamma Tricolore nella lista civica del sindaco, e Lucia Cametti, nazionalalleata, ex presidentessa di circoscrizione, sono i due nuovi acquisti dell'Istituto storico locale. Hanno già fatto la loro dichiarazione d'intenti: revisione storica e riabilitazione dei caduti della Repubblica di Salò. «Siamo all'emergenza democratica - sbotta Graziano Perini, capogruppo del Pdci in consiglio comunale e designato dalla minoranza di centrosinistra a fare da "collega" ai due eletti dal centrodestra all'assemblea dell'Istituto. E' una cosa vergognosa - continua Perini - e non è un fatto episodico. E' l'atteggiamento normale che sta assumendo questa amministrazione. Certo una provocazione, come lo stesso Miglioranzi ha ammesso, ma con un particolare: sempre lui ha dichiarato di sentirsi fiero quando lo definiscono 'fascista'. A questo punto serve non solo una reazione della sinistra ma anche una presa di posizione di tutta quella società civile che pensa che la questione del fascismo non sia una bazzecola. L'allarme sulla situazione veronese deve essere generale e noi proponiamo un'iniziativa per la democrazia a Verona, quando il sindaco esporrà le linee programmatiche della sua giunta». Mentre Rifondazione comunista, per bocca del neoeletto segretario Fiorenzo Fasoli, rincara la dose parlando di «una scelta che pone questa amministrazione fuori dalla Costituzione, in spregio ai partigiani e alla Resistenza - per inciso Verona ha ricevuto la medaglia d'oro per gli eroici atti di resistenza al nazifascismo di molti suoi cittadini - con la supponenza di voler riscrivere la storia, che andrebbe invece studiata», nessun segnale arriva da parte dell'Ulivo. Unica dichiarazione quella dell'ex assessore al Decentramento Ivan Zerbato - negli anni '70 esponente di Avanguardia operaia - che commenta: «Bizzarro che due esponenti della destra entrino nell'Istituto, ma significa che riconoscono il valore della Resistenza».
Cade dalle nuvole il presidente della Comunità ebraica Carlo Rimini, che dichiara di non conoscere affatto i due nuovi soci. In particolare non sa nulla di Miglioranzi e della sua attività nei Gesta Bellica e non ha mai sentito le parole dell'omonima canzone: «Tu ebreo maledetto che ti arricchisci sulla pelle degli altri che speculi sulla gente sulla gente che non ha niente. Giudeo senza patria e con un solo credo il dio denaro trovarti è stata dura ma con i tuoi soldi non fai più paura». Né tantomeno sa che i Gesta Bellica hanno dedicato una canzone ad Erich Priebke, «Il capitano». Pensa comunque che «da questa amministrazione c'era da aspettarselo».
Maurizio Zangarini è il presidente dell'Istituto storico per la Resistenza: «Prendiamo atto della nomina - dice - trovando che sia quantomeno di dubbio gusto. Vedremo quando, a settembre, riprenderemo i lavori. Alcuni membri del direttivo trovano che questi soci siano "irricevibili". Io invito i cittadini che sono consapevoli di quanto sta avvenendo ad iscriversi e partecipare alle attività dell'Istituto».
«Sdegno totale e rabbia profonda», così Filippo, il portavoce del csoa La Chimica, nel mirino del sindaco che ha già presentato una denuncia alla procura contro il centro sociale, attualmente in odor di sgombero, «il revisionismo che accomuna la destra di Tosi al neofascismo storico di questa città non è più strisciante. E' un'amministrazione pronta allo scontro e al conflitto per eliminare non solo tutti gli avversari politici ma per distruggere date storiche come il 25 aprile, la storia, la memoria, l'immaginario della sinistra. Stiamo pensando - conclude Filippo - ad una data di lotta a settembre, una grande manifestazione non solo veronese, perché questa non è una deriva che riguarda solo la nostra città».